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Località Le Marze: il luogo di partenza di alcuni volontari grossetani per la Spagna

La località Le Marze è il luogo di partenza di alcuni dei 25 volontari grossetani presenti come volontari antifascisti alla guerra civile spagnola individuati dalla ricerca dell’Isgrec è significativo. A questi grossetani l’indagine ha dedicato biografie specifiche e approfondite, nel tentativo di  ricordare il sangue versato dalla Maremma per la causa spagnola, ad esempio da Vittorio Alunni, antifascista grossetano che cade in combattimento a Campillo nel febbraio 1938 durante la battaglia di Guadalajara. Alunni faceva parte del gruppo di cinque antifascisti di Grosseto che nell’estate del 1937 tentarono l’espatrio clandestino via mare: comprarono una piccola barca con le sottoscrizioni degli antifascisti grossetani e presero il largo dalla spiaggia delle Marze a Castiglione; arriveranno in Corsica dopo un viaggio travagliato, da lì passeranno in Francia e, attraverso i Pirenei, a piedi, raggiungeranno la Spagna. Fra di loro anche Angiolo Rossi, il Trueba, riguardo al quale non si può non ricordare un bellissimo documento rintracciato nel Fondo Cominform dell’Istituto Gramsci di Roma; si tratta di una breve nota biografica del 1941 in cui la condotta del Trueba in Spagna è giudicata positivamente e il grossetano viene suggerito al PCI come un buon elemento da tener presente per la lotta in Italia.

Diverso è, invece, il percorso di Siro Rosi che in Spagna arriva con il Corpo Truppe Volontarie fascista: non si è arruolato per poi cambiare poi idea, si tratta di un piano ben preciso concordato prima di partire, per riuscire ad espatriare e arrivare in Spagna a combattere con i repubblicani. Rosi, infatti, passa la linea del fronte il 18 aprile 1937 e si arruola nella Brigata Garibaldi con cui combatte fino allo scioglimento. Come Trueba, Rosi partecipa alla difesa di Barcellona e viene in seguito internato nei campi francesi ma (mentre il Trueba chiede di essere rimpatriato, sconta il confino e arriva così a combattere alla testa dei partigiani di Grosseto) Rosi evade dal campo ed entra in contatto con i Francs-tireurs-partisansn con cui opera nella regione di Lione, prima di rientrare in Italia e ricoprire un ruolo di primo piano nel comando generale delle Brigate d’assalto Garibaldi.

Fra i grossetani impossibile poi non citare Etrusco Benci che si è arruolato con i primi gruppi di volontari internazionali all’interno della Colonna Lenin del POUM (il Partido Obrero de Unificacion Marxista) già nell’agosto 1936. Sarà in Belgio fra i 200 partigiani fucilati a Bruxelles nel tiro a segno nazionale il 12 giugno 1943 e riceverà la medaglia d’oro alla memoria. Italo Ragni, infine: l’anarchico di Campagnatico, soprannominato “Maremmano” come molti dei volontari grossetani e toscani, vive la difficile esperienza dell’esule costretto quasi a vivere lungo le frontiere per sfuggire alla polizia. La sua biografia è uno spaccato di quell’attività antifascista all’estero per cui molti volontari sono iscritti alla Rubrica di frontiera fascista. Fra i combattenti della Colonna italiana, è costretto dopo esser stato ferito a lasciare la Spagna nel maggio del 1937. Sarà in seguito internato a Gurs come politico estremista e, quindi, prelevato dai nazisti viene deportato in Germania, nel campo di Mauthausen dove morirà il 6 maggio 1941, anche lui caduto della guerra europea contro il fascismo cominciata in Spagna.

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