remove_action('wp_head', 'wp_generator'); La mostra "Le stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto" - Grossetocontemporanea

La mostra “Le stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”

“Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto” è una mostra allestita dal XXXX nella Biblioteca dell’Isgrec; trae la sua origine dal progetto “Per salvare la memoria delle stragi nazifasciste in Italia, che la Regione Toscana dal 1999 ha promosso, coinvolgendo tutte le province toscane.

20130430_161327Guidati da un Comitato scientifico, molti ricercatori hanno esplorato biblioteche e archivi, per ricostruire eventi ed elaborare categorie interpretative.

Allestita in un momento in cui si era – lo si è ancora, per la verità, anche se la ricerca, almeno nel grossetano è andata avanti – ancora lontani da una visione d’insieme, ma anche da una conoscenza puntuale degli episodi, rimane tuttavia l’utilità dell’aver estratto dalla documentazione rintracciata qualche traccia degli eventi occorsi nella provincia di Grosseto nel periodo compreso tra il settembre 1943 e il giugno 1944, traccia che potrà essere utile a una interpretazione d’insieme, a una comparazione tra casi.

La memoria pubblica nel tempo ha consolidato il ricordo e la conoscenza degli episodi che sono apparsi i più tragici, per il numero delle vittime o le modalità dell’uccisione, e che hanno ricevuto una sanzione giuridica con un processo – così è stato per le vittime della Niccioleta e soprattutto per i Martiri d’Istia; non hanno invece trasmesso memoria, documentazione o immagini molti degli episodi “minori”. La cronologia ricostruita, infatti, documenta con sicurezza le stragi (uccisione di almeno 5 persone, secondo la definizione accolta da Enzo Collotti e Tristano Matta) ma riteniamo che sia incompleta per gli episodi di eccidio (uccisione da 2 a 4 persone) e per le uccisioni di singole persone.

Il contesto è quello di una guerra civile ma i lutti di cui si tratta qui non sono il prodotto degli scontri militari tra quanti avevano scelto di – o erano costretti a – combattere, piuttosto l’esito di un uso della violenza sulle popolazioni civili che ha caratterizzato qui e altrove la strategia complessiva delle forze militari tedesche, con la complicità e in qualche caso la diretta iniziativa delle autorità fasciste italiane.20130430_161422

La cronologia dall’ottobre 1943 al giugno 1944 ci offre l’evidenza di una crescita di intensità delle uccisioni di civili nella fase che precedette e accompagnò la ritirata delle forze militari tedesche. Quella che fu “pratica sistematica di un sistema di ordini” (Portelli), non esclude le responsabilità individuali, anche se “si inventò allora una parola nuova, befehlnotstand (impossibilità di disobbedire). Ormai sappiamo da diverso tempo che tale befehlnotstand non è mai esistito” (Klinkhammer).

  • 25 OTTOBRE A Santa Fiora (zona) un reparto di militari della RSI effettua un rastrellamento per catturare prigionieri australiani evasi. Uccide un civile, Pietro Nuti, che sta fuggendo armato.
  • 15 NOVEMBRE In località Riccetti (Massa Marittima) reparti tedeschi e militari della RSI rastrellano la zona d’azione della Camicia rossa e uccidono un colono.
  • 26 NOVEMBRE  Perquisizione nella fattoria Mazzoncini di Campo Spillo (Magliano). Successivo arresto di Tullio Mazzoncini, Albo Bellucci, Giuseppe Scopetani da parte di un distaccamento della Guardia Nazionale Repubblicana. Detenuti a Siena, i tre sono poi processati a Modena ed in seguito deportati a Mauthausen, dove Scopetani e Bellucci muoiono, il 22 aprile 1945.
  • 1-15 DICEMBRE A Montieri, dopo una dimostrazione di donne, che chiedevano la liberazione dei figli arrestati, due civili muoiono per mano di fascisti, su ordine del segretario del Partito Fascista Repubblicano locale.  
  • 1-15 MARZO  A Santa Fiora è ucciso dai tedeschi un colono che non ha risposto all’alt.  20130430_161354
  • 14 MARZO A Manciano, 5 renitenti alla leva sono fucilati da fascisti locali.
  • 22 MARZO   Rastrellamento a Monte Bottigli, condotto da: GNR (al comando del cap. De Anna), forze di P.S. (al comando del commissario Scalone), carabinieri, militi della brigata Ettore Muti, militi della Feldgendarmerie tedesca (al comando del ten. Müller). Sono arrestati 12 giovani renitenti alla leva; uno fugge, 11 sono fucilati da un plotone composto da italiani.
  • 5 MAGGIO A San Martino sul Fiora (Manciano) militari germanici della Wehrmacht  uccidono tre ex prigionieri di guerra inglesi ed un civile italiano (un colono) che li aveva ospitati.
  • 20 MAGGIO A Macchia Alta (Cinigiano) reparti della GNR fucilano un colono, colpevole di aver ospitato una pattuglia partigiana, che aveva disarmato il comando P.S. di Paganico  
  • 28 MAGGIO A Colle di Lupo (Magliano), il 27 maggio 4 partigiani sono arrestati da truppe tedesche, quindi portati a Manciano, legati con filo di ferro dietro ad un camion. Due di loro sono fucilati dietro al cimitero, il giorno 28 maggio.
  • 9 GIUGNO Ad Arcidosso, reparti tedeschi motorizzati irrompono in paese a caccia di partigiani. Uccidono, oltre ad un partigiano, quattro civili. La stessa sera,  aprono ancora il fuoco sui civili per rappresaglia e ne uccidono 1
  • 9 GIUGNO A Roccalbegna un reparto della GNR entra in paese ed apre il fuoco sulla popolazione   ferendo 2 civili, uno dei quali mortalmente.
  • 10 GIUGNO  Presso Scarlino, dopo un rastrellamento, da una colonna di militi fascisti in ritirata verso il Nord  viene ucciso un colono, Erminio Lelli. 
  • 11 GIUGNO A Roccalbegna un reparto tedesco entra in paese ed apre il fuoco. Muoiono quattro civili  e due partigiani: Imolo Bindi, Roberto Bizzarri, Santi Lazzerini, Ariberto Margiacchi, Pio Pierini, Livio Polemi (W. H. 14 A.). Fonti: C.M. s.957
  • 12 GIUGNO A San Leopoldo, presso Marina di Grosseto, truppe tedesche uccidono 6 civili, 2 uomini, 2 donne, 2 ragazzi, sospettati di aver aiutato ex prigionieri alleati e soldati sbandati. L’assassinio è accompagnato da furto. Nessuna fonte archivistica reperita lo descrive.
  • 12 GIUGNO A San Quirico di Sorano, viene ucciso dalle truppe tedesche con armi da fuoco un civile, Rolando Lombardi20130430_161458
  • 13 GIUGNO Nel comune di Sorano,  è ucciso dalle truppe tedesche con armi da fuoco un civile, Adamo Crisanti.
  • 13 GIUGNO A Niccioleta sono fucilati 6 degli oltre 100 minatori arrestati da un reparto di SS tedesche, con una presenza anche di SS italiane, comandato dal tenente Emil Block
  • 14 GIUGNO A Casteldelpiano truppe tedesche catturano 17 ostaggi in località San Biagio e ne fucilano 1. E’ una rappresaglia per l’uccisione di un militare tedesco.
  • 14 GIUGNO A Castelnuovo Val di Cecina (provincia di Pisa) sono fucilati 77 dei minatori, arrestati a Niccioleta il giorno precedente; 21 sono deportati in Germania.
  • 14 GIUGNO a San Quirico di Sorano, è ucciso un civile, Felice Tavani, da truppe tedesche
  • 14 GIUGNO A Cerreto di Sorano muore, ucciso dalle truppe tedesche, un civile, Francesco Zecchini
  • 15 GIUGNO A Ponte Ricci di Montemassi 4 uomini muoiono, uccisi dalle truppe tedesche
  • 15 GIUGNO A Semproniano, un civile, Mario Zannoni, è ucciso per rappresaglia dai tedeschi in ritirata.
  • 16 GIUGNO A Semproniano, è ucciso Azeglio Papini, da militari dell’esercito tedesco in ritirata.
  • 20 GIUGNO A Prata (Massa Marittima) dopo uno scontro tra la brigata Garibaldi Boscaglia e le truppe tedesche, i tedeschi uccidono due civili, mentre la popolazione è in fuga.  
  • 22 GIUGNO Militari tedeschi prelevano Norma Pratelli Parenti dalla sua casa a Massa Marittima  e la uccidono, dopo averla seviziata. Il giorno seguente il suo corpo straziato è rinvenuto in un luogo vicino.
  • 24 GIUGNO In località La Spina (M.M.ma) al podere Giuncaia una colonna della banda partigiana di  Mario Chirici trova 5 cadaveri e un vecchio che racconta che sono stati uccisi dalle SS.  
  • 26 GIUGNO A Gerfalco (Montieri) truppe di un reparto tedesco catturano 4 uomini della locale guardia armata, che sono condotti a Castelnuovo Val di Cecina e fucilati

20130430_161524Furono misure punitive, rappresaglie, azioni terroristiche per scoraggiare l’appoggio delle popolazioni ai partigiani. Un modo per spezzare l’apporto della Resistenza civile alla resistenza armata. La fenomenologia delle stragi, una volta compiutamente ricostruita, nel contesto di uno stillicidio di episodi in cui la “macchina della morte” colpisce uomini inermi di cui talvolta non è rimasto neanche il nome, ci restituirà un quadro accettabilmente chiaro, pur nella difficoltà di reperire documenti ed accertare l’attendibilità delle testimonianze.

La mostra si compone di 10 pannelli, divisi in sezioni tematiche: introduzione, il contesto storico, le stragi, la memoria, la giustizia.

 

Ricerca archivistica: Leonardo Mineo

Ricerca bibliografica: Antonio R. D’Agnelli

Ricerca storica e testi: Luciana Rocchi

Collaborazioni: Barbara Solari, Mirko Bonari, Nicla Capitini Maccabruni, Franco Dominici, Carlo Groppi

Fonti archivistiche da: Fondo CPLN, fondo CLN Manciano, fondo ANPI (Archivio ISGREC); Fondo CLN Massa Marittima (Archivio storico Comune di Massa Marittima); Archivio storico Comune di Roccalbegna; Archivio di Stato di Grosseto, Archivio Banchi, Archivio privato Groppi

Elaborazioni fotografiche: Marco Tisi

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