remove_action('wp_head', 'wp_generator'); storia delle donne – Grossetocontemporanea http://www.grossetocontemporanea.it Progetto "Crescere...Giovani!" | Innovazione, conoscenza, comunicazione Fri, 10 May 2013 13:46:30 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.2.8 Fonti per una storia delle donne grossetane tra gli anni quaranta e ottanta http://www.grossetocontemporanea.it/fonti-per-una-storia-delle-donne-grossetane-tra-gli-anni-quaranta-e-ottanta/ Thu, 10 May 2012 13:44:07 +0000 http://www.grossetocontemporanea.it/?p=641 Per l’editore Effigi, è uscita nel 2004 la pubblicazione “Voci, silenzi, immagini. Fonti per una storia delle donne grossetane tra gli anni quaranta e ottanta”, a cura di Luciana Rocchi, Cinzia Pieraccini, Barbara Solari, Stefania Ulivieri. Il volume, che raccoglie fonti utilizzate nel corso del lavoro di ricerca sulla storia delle donne grossetane dagli anni quaranta agli anni ottanta, ha come obiettivo di offrire uno strumento di appoggio alla lettura e alla comprensione del volume Voci, silenzi, immagini. Memoria e storia di donne grossetane (1940-1980), di Luciana Rocchi e Stefania Ulivieri, che sintetizza gli esiti di tutta la ricerca, avviata nel 1999, per impulso dell’Assessorato e della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Grosseto
cover_voci2Sono stati identificati i luoghi di conservazione della “memoria femminile” sul territorio, in qualche caso scoperti giacimenti di notevole valore storico-archivistico. L’esplorazione degli archivi pubblici ha confermato un dato già acquisito da storiche e storici che si sono cimentati con la storia delle donne: l’agire femminile, pur registrato in questi luoghi, non ha lasciato solchi profondi; di qui la necessità di rivolgersi ad archivi di associazioni, partiti politici, sindacati, altri soggetti privati. Il quadro complessivo è sufficientemente ricco da soddisfare l’esigenza di un disegno d’insieme, seppure discontinuo: per alcuni periodi abbondanza di documenti, per altri veri e propri vuoti. Ricorrere ad archivi non locali avrebbe potuto colmarli, ma tra le scelte di fondo c’era anche la verifica di che cosa la memoria locale avesse saputo – e voluto – conservare.
I materiali sono stati raccolti e organizzati seguendo due criteri fondamentali intrecciati tra loro: quello cronologico e quello tematico. In tal modo si è inteso perseguire un duplice obiettivo: da un lato, offrire una prima mappa del materiale attualmente presente e consultabile negli archivi esplorati; dall’altro, fornire sia agli addetti ai lavori che ad un pubblico più ampio materiali inediti, utili a soddisfare curiosità ed a sollecitare ulteriori, successive ricerche.
Le introduzioni che precedono i tre capitoli hanno il carattere di semplice e breve guida alla lettura dei documenti, più in termini archivistici che storiografici. Si è voluto escludere un orientamento alla lettura di tipo interpretativo e limitare la cura al lavoro di selezione, in ogni caso già di per sé momento di scelte “orientanti”.

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PRESENZE FEMMINILI. “LE AMICHE DELLA MINIERA” DI RIBOLLA” (1951-1954) http://www.grossetocontemporanea.it/presenze-femminili-le-amiche-della-miniera-di-ribolla-1951-1954/ Thu, 10 May 2012 13:29:15 +0000 http://www.grossetocontemporanea.it/?p=638 Dopo una ricerca durata tre anni, finanziata dal Comune di Roccastrada, Barbara Solari ha pubblicato il volume Presenze femminili. ‘Le Amiche della miniera’ di Ribolla (1951-1954) (Edizioni Effigi).

La tragedia di Ribolla, lo scoppio della miniera il 4 maggio 1954, è stata studiata nel corso degli anni da molti punti di vista, dalla prima ricostruzione di Bianciardi e Cassola, I minatori della Maremma, fino ad arrivare alle molte pubblicazioni uscite in occasione del cinquantenario della sciagura, tra cui si segnala il volume collettaneo Ribolla, una miniera, una comunità nel XX secolo. La storia e la tragedia (Polistampa, Firenze 2005).

presenze femminiliIl recupero di importanti documenti e testimonianze, che raccontano la nascita e la breve vita dell’associazione delle “Amiche dei minatori”, ha reso possibile la ricostruzione di un tassello fondamentale delle lotte sindacali nel secondo dopoguerra in provincia di Grosseto: il ruolo giocato dalle donne. Dell’Associazione “Le Amiche della miniera” facevano parte madri, mogli, sorelle, figlie di minatori. Tutte lottavano con e per gli uomini, si esprimevano attraverso un linguaggio coerente con il “paradigma dell’emancipazione”, in una cornice condizionata dalle formule delle lotte sindacali e politiche degli anni Cinquanta, anche se non mancarono intuizioni che anticiparono una consapevolezza di genere. La ricerca ha messo in gioco un soggetto – le donne – implicato prima, durante, dopo la tragedia di Ribolla in modo totale, in termini di vissuto personale e in quanto gruppo sociale, e che è stato, fino alla pubblicazione di questo volume, il soggetto muto per eccellenza.

Oggetto di particolare attenzione è il ruolo chiave giocato dalle donne, alcune costrette dopo la tragedia ad assumersi la responsabilità di scelte forti per le loro vite (le “vedove della Montecatini”), ma anche cariche di significati che le trascendono, in bilico tra la difficoltà di tenere insieme il nuovo – la scoperta della dimensione politica – e la rilevanza dei compiti di cura e degli affetti.

Arricchisce il volume una sezione fotografica, contenente immagini in gran parte già note e pubblicate, ma talvolta senza dati spazio-temporali e contesti, significative comunque per l’impatto emotivo che ottengono. Come sempre nel lavoro dello storico, domande diverse “trasformano” le fonti ed averle estratte dall’insieme delle immagini che documentano la storia mineraria della Maremma e dal generale contesto di quel tragico 4 maggio del 1954, averle guardate a partire dal tentativo di dare coerenza e centralità ai passaggi attraversati dalle donne come soggetti di primo piano e non come appendice, le ha trasformate.

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