remove_action('wp_head', 'wp_generator'); scuola e cultura – Grossetocontemporanea http://www.grossetocontemporanea.it Progetto "Crescere...Giovani!" | Innovazione, conoscenza, comunicazione Fri, 15 Feb 2013 16:38:59 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.2.8 Nativi digitali http://www.grossetocontemporanea.it/nativi-digitali/ Fri, 14 Dec 2012 08:10:21 +0000 http://www.grossetocontemporanea.it/?p=32 box_nativiNel film “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick la navetta spaziale “Discovery” è completamente controllata dal computer di bordo Hal 9000. Hal non è solo una macchina che controlla e calcola la giusta rotta della navicella ma è una vera e propria intelligenza artificiale che nella finzione filmica detiene il potere assoluto sulla navetta e sulla vita stessa degli astronauti. Kubrick mette in scena quindi un futuro dove la vita umana è strettamente legata ad una intelligenza artificiale e più in generale alla tecnologia.

Oggi, il genere umano sta vivendo un profondo cambiamento, una rivoluzione tecnologica e digitale dall’enorme portata e potenzialità le cui conseguenze sono ancora difficili da immaginare. Nello stato attuale delle cose è possibile soltanto fare una riflessione su come  la tecnologia sta cambiando le nostre abitudini sociali, il nostro modo di percepire la realtà e la nostra capacità di apprendimento, tanto che già si va oltre il concetto di rivoluzione e si parla di un vero e proprio esattamento della specie (1).

Analizziamo velocemente i maggiori cambiamenti di questa rivoluzione digitale che stiamo attraversando e in alcuni casi stiamo subendo.

La tecnologia diffusa ci ha sommerso in una onnipresente e onnicomprensiva mediasfera che ogni giorno, in ogni momento e in ogni luogo della nostra vita ci bombarda con una quantità infinita di informazioni. Il nostro tempo è scandito dalla tecnologia, da internet e dal suo uso continuato e questo ha tolto la possibilità di vivere un tempo personale e indisturbato. Immersi nella tecnologia oggi è impossibile perdersi, rimanere da soli, o chiudersi dentro se stessi per pensare.

Questa rivoluzione sta inoltre cambiando la nostra percezione della realtà, soprattutto nelle generazione native digitali. Quante volte capita di vivere un singolo momento della propria vita solo e soltanto in funzione della condivisione su uno dei tanti social network esistenti? La vita virtuale dei social network è davvero diventata più importante di quella reale? La vita vissuta attraverso un social network cambia la nostra percezione della realtà e i nostri rapporti umani e sociali vengono vissuti in un tempo eternamente cristallizzato sul presente e spesso scollegato sia dal passato che dal futuro.

La tecnologia e in special modo internet sta infine trasformando la noosfera umana. L’uomo ha iniziato ad apprendere nuove informazioni attraverso l’oralità e solo con l’invenzione della scrittura la lettura è diventata l’unico mezzo di conoscenza umana. Con la rivoluzione digitale l’uomo ha però iniziato ad apprendere nuove informazioni, non più attraverso la lettura di un mezzo cartaceo bensì attraverso la visione di un sito, di un audiovisivo o di un e-book. Per alcuni studiosi il passaggio dalla lettura alla visione può essere considerato una profonda involuzione del genere umano verso uno stato quasi primitivo. La visione come mezzo di conoscenza sta influenzando in effetti anche il nostro tradizionale modo di lettura su supporti tradizionali. Quante volte capita di leggere un libro o un giornale cartaceo in maniera veloce e disattenta quasi random andando magari a ricercare le parole chiavi in <b> ovvero, secondo il linguaggio html in grassetto?

La rivoluzione digitale è impossibile da fermare ma può essere governata. Come può comunicare la  generazione Gutemberg con i nativi digitali e soprattutto come può far capire a questi ultimi che esiste un compromesso tra l’apprendere acriticamente una informazione via internet e accrescere la  propria conoscenza attraverso i media tradizionali?

(a cura di Valerio Entani)

 

(1) Raffaele Simone, nel suo “Presi nella rete”, prende in prestito questo termine dalla biologia per spiegare quel processo in cui sono gli organi a creare la funzione e non il contrario come avviene per l’adattamento.

 

 

]]>
Scuola e cultura. Risorse in tempo di crisi http://www.grossetocontemporanea.it/scuola-e-cultura-risorse-in-tempo-di-crisi/ Thu, 13 Dec 2012 08:38:44 +0000 http://www.grossetocontemporanea.it/?p=43 box_scuolaNel corso del 2012 non è stato interrotto, come si era sperato, il processo di riduzione di investimenti, attenzione, aspettative per istruzione e cultura, che già aveva caratterizzato gli anni precedenti. Pur preso atto della grave crisi economica, non si può ignorare che nessun paese europeo sembra aver punito con tanta durezza quelli, che ogni paese civile giudica settori-chiave.

E’ un tema grande, su cui in molti riflettono, scrivono, agiscono, e che giudichiamo essenziale. Per questo il Progetto “Conoscenza, comunicazione, innovazione” mette in primo piano le idee emerse durante gli Stati generali della cultura, convocati a Roma al Teatro Eliseo dal Sole24ore qualche settimana fa, dalle cui pagine era stato già diffuso un Manifesto per la cultura, con adesioni e idee importanti. Singoli intellettuali, alcuni media, privati investitori si stanno facendo protagonisti di tentativi di andare oltre la denuncia del crollo, metaforico e non, di beni culturali, capisaldi della nazione, mentre si susseguono allarmi ripetuti da voci autorevoli, come quella di Salvatore Settis. Gli accenti della più alta carica dello Stato, nel suo intervento agli Stati generali, sono la più evidente prova di consapevolezza pubblica, e insieme un’assunzione di responsabilità statale di denuncia e richiesta senza precedenti.

Ma a guardare i concreti spazi di azione in cui si muovono istituzioni culturali e sistema d’istruzione, si osserva una distanza crescente tra ciò che si dice e si auspica e lo stato delle cose.

C’è un parallelismo perfetto tra declino della cultura e della scuola, con una peculiarità: le grandi metamorfosi del sistema d’istruzione annunciate dall’amministrazione scolastica in più occasioni. Si coglie dagli “annunci” un’attitudine a promuovere l’imitazione di quanto sembra segno e manifestazione di progresso, la rincorsa di tutte le innovazioni tecnologiche. Purtroppo mancano la meditazione e discussione sull’utilizzo pieno, ma non ingenuo degli strumenti della tecnologia, che sono indispensabili, ma richiedono un’analisi critica seria.

È attuale, non sappiamo prevederne la durata, un movimento di protesta di insegnanti, che lamentano bassi investimenti su educazione e istruzione, stato di abbandono delle strutture, perdita di peso culturale e sociale per loro stessi. Uno studio europeo – recente la sua diffusione anche in Italia – denuncia come principale segno dell’arretratezza del sistema italiano la difformità tra posizione e ruolo degli insegnanti italiani rispetto alla maggior parte dei colleghi europei. A queste condizioni, risulta difficile prevedere davvero innovazioni e crescita di efficacia del sistema. Insegnanti demotivati, privati di stimoli e sostegno per l’aggiornamento professionale, senza prospettive di avanzamento di carriera non sarebbero più la leva della sperimentazione, come in anni di speranza di riforme e di immagine positiva del mestiere di insegnante.

Ostinatamente l’ISGREC coltiva la speranza di rendere un servizio al sistema scolastico, continuando a far ricerca didattica e a portare a Grosseto proposte di aggiornamento,  notizie di novità metodologiche e di contenuto, raccolte attraverso la sua rete di relazioni con istituzioni culturali ed esperti, in Italia e in Europa. La disciplina di cui ci si occupa è la storia, ma la scelta di sempre è quella di promuovere la pedagogia del laboratorio, il metodo interdisciplinare, l’attenzione per l’attualità in cui si muovono alunni e studenti. Il principio ispiratore si fonda su due idee: la prima è che c’è necessità di restituire intera agli insegnanti la dignità di un ruolo culturale e sociale; la seconda è contrastare gli argomenti e i fatti, che portano a definire gli studenti come “utenti”, i dirigenti “manager”, quasi la scuola fosse un qualsivoglia fornitore di servizi, non la chiave del futuro della nazione.

 

RISORSE:

  • Due testi che rappresentano autorevoli messaggi in totale controtendenza. Sono stati ascoltati il 15 novembre a Roma, al Teatro Eliseo, agli Stati generali della Cultura:

 

>>>> intervento del presidente Giorgio Napolitano

>>>> intervento del Presidente Giuliano Amato

 

 

 

]]>